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  • Davide Barbarino

W. C. Williams to Ezra Pound, June 1932 (trad. italiana)

Updated: Apr 21

Giugno 1932 Caro Ezra: sono andato fino in fondo nella teoria secondo cui l’oscurità dei versi moderni comparata, ad esempio, con l’Iliade, e la musica sempre più aspra rispetto alla più o meno semplicità della loro forma – sono il risultato di una limpida e comprensibile rivoluzione nell’attitudine poetica. Mentre prima il ritmo accompagnava le parole amplificandole, sottolineandole, spiegandole, oggi le parole che scriviamo, senza una musica tangibile, sono musica esse stesse, e la comprensione dell’individuo (presunta) è ora ciò che prima erano le parole. Questo spazza via per sempre l’esistenza dei puerili versificatori dum te dum e permette al lettore di essere davvero uomo – se possibile. Non ci sono molte cose da credere, ma il problema è che nessuno vi crede. Il verso moderno forza la fede. Esso è musica, in ogni senso, quando mai e se mai possa esistere. Senza la parola (l’uomo stesso) la musica (i versi come li conosciamo oggi) è la sola melodia di suoni. Ma è magnifico quando essa risuona di una qualche certezza. La confusione del pensiero è la peggiore maledizione che debba sopportare – come se fosse l’inferno dell’intelligenza. L’incredulità è impossibile – semplicemente perché è impossibile, negazione, vanità, nulla. – Ma lo schifo che viene offerto in vendita dalle grandi corporazioni dei credenti – (Che inferno! Non ci voglio nemmeno pensare). La mancanza di concentrazione mi spinge al delirio. Ho provato ogni sorta di equilibrio personale – a parte una radicale perdizione – Ritornando alla scrittura in versi, che è l’unica cosa che ci riguarda, dopo tutto: sicuramente non c’è altro da fare se non continuare con un complessa intensità musicale e con una ulteriore raffinatezza delle immagini (note in scala) e – il resto (indefinita salvezza nel poema individuale) – una musica che abbia assoluta autorità – come noi – Sono un po’ ubriaco – Contact non paga per versi o altro. Ho detto a Pep West che tu mi hai chiesto se stavo facendo qualcosa (editing, pubblicazioni) per farti da portavoce – gli ho detto che ti ho mandato all’inferno. Lui mi ha detto che sarebbe felice di avere uno dei Cantos, dice che sono grandiosi. Ma non possiamo pagare un nichelino. Sì, avrei voluto prendermi a calci (come mi hai suggerito) per non aver capito nulla dei versi di Ford Maddox. Se solo non fosse così avvicinabile e così gentile. Voglio contattarlo ma non l’ho fatto. Inoltre è troppo simile a mio padre – troppo inglese per me, per poter parlare con lui da animale ad animale. È una serata di metà giugno. Nessuna novità – molto vorrei fare. Il tuo, Bill

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