Search
  • Davide Barbarino

Suonare la città - Un brano musicale di Giuseppe Chiari

Suonare la città è facile – quasi infantilmente facile – è anche molto divertente ma è illegale provate – se non ci credete a suonare la città e vedrete che vi fermeranno subito subito non farete neppure due passi ipotesi: voi montate un altoparlante su un automobile mettete nel registratore la Nona di Ludwig van Beethoven e avviate l automobile in una strada centrale alzate il volume vi fermano subito dopo cento metri è una storia vissuta se avete un documento qualsiasi che dimostra che voi state trasmettendo una reclame allora fanno proseguire – voi e la Nona se non avete nessun documento allora voi suonate la città e questo non ha senso dunque viene interrotto potete provare anche montando un intera orchestra su camion non è difficile basta avere il denaro per sessanta persone che fanno di mestiere l orchestrale ma allora il fermo sarà ancora più deciso l evidenza della stranezza sarà chiarissima dunque andare per le strade a suonare è ancora un gesto privo di senso se non è una servitù essere pagati per trasmettere una reclame con sottofondo di Chopin è una servitù chiedere l elemosina è proporsi come servitù ma non chiedere soldi e non ricevere soldi per un contratto ma fare qualcosa che con i soldi non ha nessun rapporto è suonare la città è suonare per – attraverso – nella città è è una libertà eccessiva per il nostro costume attuale dunque dunque suonare la città è – può essere – anche suonare per – attraverso – nella città ma suonare la città può anche essere suonare (complemento oggetto) la città. dove la città è l oggetto che riceve l azione del suonare. dove la città sostituisce la parola violino nell espressione suonare il violino suonare la città invece che suonare il violino la città quindi come strumento come strumento musicale ma la città possiede delle note da rivelare? possiede dei tasti delle corde per rivelare queste note? direi di no bisogna quindi considerare la città uno strumento non a frequenze determinate già il Berlioz immetteva negli strumenti strumenti a percussione la città è quindi uno strumento a percussione una batteria di strumenti a percussione è solo un primo passo è certo però che il secondo passo e il terzo e il quarto si faranno solo analizzando lo strumento che abbiamo scelto ma che ci dobbiamo ripromettere di obbedire nella sua struttura possiamo suonare la città ma non possiamo fare tutto possiamo fare ciò che la città può fare ciò che la città ha sempre potuto fare anche se non ha mai fatto Secondo una mia umile – ma da contraddire – teoria la musica si divide nella nostra società (cristiana medioevale) in quattro spazi che corrispondono a quattro riti e a quattro significati (ognuno totale) di musica musica da chiesa musica da palazzo musica da fortezza musica da piazza – da strada io credo che la vera musica sia l ultima anche se tutta la musica oggi considerata TALE appartiene alla musica da palazzo dunque il proporre di suonare la città è anche un cercare di imporre della musica da strada di fare della musica da strada non della musica da palazzo fatta all aperto suonare la città ha senso in arte – come un qualsiasi gesto artistico – se è un gesto polemico qualora fosse un gesto non polemico è solo musica da palazzo fuori – per un attimo eccezionalmente – dal palazzo ma cos è la musica da strada è musica per elemosina o per festa popolare o per danze o per gioco o per chiamarsi per dare un avvertimento etc… è musica che interrompe o calca – trasformando allegramente – un ritmo già esistente – di solito un ritmo di lavoro fra l interruzione e il calcare il sottolineare può esserci una differenza come fra il consenso e il dissenso ma spesso il calcare non è un consenso ma un dissenso gioioso che si appropria del fenomeno e lo trasforma il problema si presenta molto difficile nessuna città è ancora mai stata suonata quei pochi tentativi che sono stati fatti sono rientrati la città è tutto e il tutto è ben difeso Il problema difficile è anche di difficile impostazione la città è pubblica e finora si è guadagnata una certa libertà in privato una libertà che non esisteva nel 700 ma in pubblico non si ammette nessun gesto espressivo libero personale la fantasia è permessa ma ognuno nella propria casa baciarsi per la strada è già un cantare per molto tempo era proibito poi permesso tollerato solo a Parigi poi lentamente ma inesorabilmente in molte grandi città ma non nelle piccole ma nella propria casa gli strumenti sono diversi più piccoli dunque la nostra fantasia non avrà nessun beneficio da questi esercizi ciò che si può fare dentro 4 metri per 4 metri è molto diverso da ciò che si può – deve – fare 4 chilometri per 4 chilometri le nostre braccia devono divenire più lunghe c è già chi suona la città la città non è uno strumento inutilizzato non è uno strumento non concepito come tale il problema di suonare la città è già stato risolto solo che la soluzione non è l unica e NON è LA MIGLIORE noi tutti suoniamo la città ma la nostra tecnica è stanca alcuni – pochissimi – se ne rendono conto altri – moltissimi – non se ne rendono conto tutti lo ricevono il suono attuale della città per questo è difficile suonare la città perché è interrompere un concerto un concerto di gente che convenzionalmente suona a memoria uno stesso spartito un concerto molto semplice basta ascoltare una registrazione di rumori della città per capire che la struttura di questo concerto è molto rigida dunque suonare la città è stonare STONARE STONARE STONARE STONARE STONARE STONARE ma uno stonare che abbia senso che faccia ridere i bambini non li impaurisca occorre notare che una situazione di estrema miseria favorisce un suonare la città i CAMALDOLI un dato tipo di quartiere dell ultimo ottocento dove lo spazio per ogni uomo era minimo dove la gente viveva per strada o meglio nelle corti perché non esistevano vere e proprie strade ma vicoli corridoi volte e cortili dove se un uomo cantava tutti lo ascoltavano tutti lo potevano riprendere dove si ascoltavano i rumori i ritmi di ogni lavoro di ogni martello di ogni mantice dove il parlare da finestra a porta era ancora recitar cantando I CAMALDOLI dunque era un ottimo coro per suonare un ottimo spazio questo non significa che approviamo quella situazione di miseria e conseguentemente di promiscuità che permetteva di offrire (nel senso musicale contrappuntistico del termine) e di rispondere (nel senso musicale…) questo non significa che noi approviamo quella miseria ma può significare che la nostra ricerca di non promiscuità ha dei difetti SUONARE LA CITT à SIGNIFICA CHE UN GIORNO LONTANO QUANDO VEDREMO UN UOMO GIOCARE CON UN LUNGO BASTONE ATTRAVERSO UNA CANCELLATA E LO SENTIREMO FARE CON GLI ELEMENTI PARALLELI DELLA CANCELLATA DELLE LINEE TRATTEGGIATE DI RUMORE Pi ù FITTE O MENO FITTE NON VEDREMO UN POLIZIOTTO ARRESTARLO PERCH é DISTURBAVA L O R D I N E ma passeremo senza badarci e al bambino che ci chiederà qualcosa risponderemo vedi quello suona la cancellata da grande lo saprai fare anche tu ed è a questo vero comunismo comunismo comunismo che dobbiamo arrivare il concerto è già fissato traffico disciplinato accelerazione frenare curvare segnalare (perché sono stati vietati i segnali a forma di campanelli a forma di ruggito . . . . . . . . . . . . . . . . . . .) questa domanda è centrale per tutta la questione di suonare la città (perché sono stati vietati i segnali a forma di campanelli a forma di ruggito . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .) DOVREBBERO DIRCELO SENZA risposte generiche il rumore è fortissimo MA lo si vuole monotono che sia il risultato di una obbedienza di una disciplina NON SI TRATTA DI INIZIARE a suonare la città SI TRATTA DI INIZIARE a suonare la città in un altro modo SUONA LA CITT à chi suona per la strada SUONA LA CITT à chi suona per la strada SUONA LA CITT à chi suona per la strada SUONA LA CITT à chi mette dei barattoli dietro la propria automobile SUONA LA CITT à chi porta in mano camminando una cosa tentennante che nell oscillare fa un rumore a intervalli costanti SUONA LA CITT à chi chiama da un marciapiede all altro un amico o un amica NON SUONA LA CITT à chi forma un orchestra e su un podio in una piazza si mette a suonare NON SUONA LA CITT à chi canta in corteo Suonare la città (1969) in Il metodo per suonare , di Giuseppe Chiari, Martano editore, 1976)

0 views

 © Davide Barbarino 2018/2020            

davidebarbarino | soundart