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  • Davide Barbarino

May-June 1940 by Robinson Jeffers (traduzione di Davide Barbarino)

Updated: Apr 21

Maggio-Giugno 1940 Previsti per tanti anni: questi mali, questa mostruosa violenza, queste enormi agonie: non sono più facili da sopportare. Li abbiamo visti avvicinarsi a passi lenti, tutti li hanno visti; abbiamo chiuso gli occhi contro di loro, abbiamo guardato Ed erano più vicini. Abbiamo mangiato, bevuto e dormito, loro erano più vicini. A volte ridevamo, ed erano più vicini. Adesso Sono qui. E ora un cieco prevede cosa li segue: degrado, carestia, ripresa e così via e le Manie epidemiche: ma non abbastanza morte per servirci, non abbastanza morte. Per gli uomini sarebbe meglio Esser pochi e vivere separati, dove nessuno potrebbe infettare un altro; poi lentamente la sanità del campo e della montagna E il freddo oceano e le scintillanti stelle potrebbero entrare nelle loro menti. Un altro sogno, un altro sogno. Dovremo accettare alcune limitazioni In futuro, e abbandonare alcuni umani sogni, solo l’intransigente, insonne e realista, può cavalcare questa valanga verso nuovi campi alla base della oscura montagna; e noi dovremo percepire che queste follie sono normali; Dovremo percepire che la battaglia è come un fiore che brucia o un’enorme musica, e i bombardieri che urlano l'orgasmo, Belli come le altre passioni; e che morte e vita non sono serie alternative. Chiunque ha saputo tutto queste cose Da molti anni: c'è ne di più grandi e oscure da conoscere Nei prossimi cento. E perché piangi, mia cara, perché piangi? È tutto nei vorticosi circoli del tempo. Se milioni nascono, milioni devono morire, Se l'Inghilterra scende e la Germania sale, Il cane più forte resterà comunque in cima, Tutto con il passare del tempo. Se la civiltà crolla, questo Sarebbe un evento da contemplare, Non accadrà nel nostro tempo, ahimè, mia cara, Non accadrà nel nostro tempo. (traduzione di Davide Barbarino)

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 © Davide Barbarino 2018/2020            

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